UN PAPA TEOLOGO - La teologia di Joseph Ratzinger PDF Stampa E-mail
Scritto da Don Nicola Demelas   
Tracciare quadri storici e giudizi ponderati è compito assai difficile per l’uomo del nostro tempo, tanto più se colui che deve esprimerli legge e scruta gli eventi recenti della storia della Chiesa dal “di dentro”.
Dinanzi alla recente elezione a Romano Pontefice del Cardinale Joseph Ratzinger il mondo intero ha subito espresso i suoi auguri, i suoi apprezzamenti, e i suoi interrogativi, a cui tanti hanno cercato di dare risposta. Per quanto concerne il mio modesto contributo cercherò di tracciare una breve immagine della vita di Benedetto XVI, del suo modello teologico e del suo pensiero sistematico che lo ha reso un teologo famoso e apprezzato.
Joseph Ratzinger è nato il 16 Aprile 1927 a Marktl am Inn (Germania). Dal 1946 al 1951 ha studiato filosofia e teologia a Frisinga e a Monaco. Ordinato sacerdote nel 1951 iniziò, dopo appena un anno di sacerdozio, l’attività didattica nella stessa Università in cui si era formato. Nel 1953 si è laureato in teologia con una dissertazione sul tema: Popolo e casa di Dio nella Dottrina della Chiesa di Sant’Agostino. Nel 1957 ha conseguito l’abilitazione con una tesi su La teologia della storia di San Bonaventura. Dopo aver insegnato dogmatica e teologia fondamentale a Frisinga, ha svolto l’attività didattica anche a Bonn, Münster e a Tubinga. Dal 1969 è docente di dogmatica e di storia dei dogmi a Ratisbona. Il 24 Marzo 1977 fu nominato vescovo di Monaco; ricevette la Consacrazione episcopale il 28 maggio e la porpora cardinalizia il 27 giugno dello stesso anno. Nel Novembre 1981 Giovanni Paolo II lo nomina Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ruolo che ha ricoperto sino allo scorso 19 Aprile, giorno in cui è stato eletto Successore di San Pietro.
A livello teologico sappiamo che il nostro Papa si è formato nella “gloriosa” scuola teologica tedesca, dedita da sempre al dialogo critico con il pensiero moderno e contemporaneo. Proprio quest’attenzione è una delle costanti fondamentali che hanno caratterizzato gli scritti di J. Ratzinger. La connotazione fondamentale della sua teologia mi pare si quella di un modello “contestuale”, ossia: una teologia inserita in un contesto culturale in cui il discernimento di fronte a quanto ci circonda (dottrine, mistiche, pluralismo religioso, nuovi movimenti…) è assolutamente obbligatorio per “non essere sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina” (Cfr. Ef 4,14). Proprio il suo motto episcopale: “Collaboratori della Verità”, ci orienta a cogliere la categoria teologica a lui più cara, quella della “Verità”, vero filo conduttore della sua riflessione sistematica.
Concludo presentando una breve rassegna delle sue pubblicazioni, grazie alle quali il lettore potrà farsi un idea più vasta della teologia e del pensiero del nostro Papa: Introduzione al Cristianesimo, Brescia 1969; Il nuovo Popolo di Dio. Questioni ecclesiologiche, Brescia 1971; Escatologia-morte e vita eterna, Assisi 1979; Il cammino Pasquale. Corso di Esercizi Spirituali tenuti in Vaticano alla presenza di S.S. Giovanni Paolo II, Milano 1985; Svolta per l’Europa? Chiesa e modernità nell’Europa dei rivolgimenti, Cinisello Balsamo 1992; Il Sale della terra, Cinisello Balsamo 1997; La mia vita. Ricordi (1927-1977), Cinisello Balsamo 1997; Introduzione allo spirito della liturgia, Cinisello Balsamo 2001; Dio e il mondo. In colloquio con Peter Seewald, Cinisello Balsamo 2001; Il Dio vicino. L’Eucaristia cuore della vita cristiana, Cinisello Balsamo 2003; Fede, Verità, Tolleranza. Il Cristianesimo e le religioni del mondo, Siena 2003; M. PERA - J. RATZINGER, Senza radici. Europa, relativismo, cristianesimo, islam, Milano 2004.

 

Nicola Demelas
 
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